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| Situata a Quarto d’Altino a pochi minuti dal casello dell’autostrada, in provincia di Venezia consente per la sua posizione di raggiungere in tempi brevi, non solo Venezia ma anche le altre città del Veneto come Padova,Vicenza e Verona e località turistiche come Cortina d’Ampezzo nelle Dolomiti , Jesolo Lido e Caorle nel litorale adriatico.
L’antica torre di Everardo è l’unica che rimane di un castello medioevale costruito nell’anno 860 d.c. da Everardo del Friuli e in seguito ex dogana di Venezia. Bagnata da due fiumi: il Sile e il Musestre, fiancheggiati da salici piangenti, è immersa in un atmosfera tranquilla e silenziosa. Il delizioso parco che la circonda consente infatti di riposare in completo relax e di assaporare all’aria aperta il caffellatte del mattino. Chi invece ama lo sport potrà praticare canoa sul fiume e percorsi in bicicletta sulla pista ciclabile del parco del Sile. |
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C’era una volta un castello di cui rimane solo una piccola torre...
Nel IX secolo i franchi erano succeduti ai longobardi ed Everardo, marchese del Friuli, che aveva difeso l’Italia dagli illiri e dai turchi, intorno agli anni 860, edificò il castello. Everardo aveva sposato la figlia dell’imperatore e da questa unione nacque Berengario che fu il primo re d’Italia. Da un antico codice risulta che Everardo ”teneva corte in Musestre” qui dove il fiume Musestre confluisce nel fiume Sile. |
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La torre è basata sulle fondamenta di una costruzione romana, di cui è visibile un arco, che si trova a guardia di un antico ponte sul Sile. Su di esso passava la strada Claudia Augusta, che collegava la città romana di Altino alla Germania. Il tracciato della strada, sfiorando la torre , decorreva lungo tutto il piccolo parco che è situato tra i due fiumi.
Accanto al Sile è stato rintracciato un sarcofago paleocristiano. Il poggiolo che dalla Torre sporge sul Sile è retto da due sostegni di pietra provenienti da un palazzo romano di Altino. In seguito la Torre divenne una dogana della Repubblica di Venezia. Si narra che i Signori veneziani inviavano la loro biancheria a lavare nelle acque del Musestre, rinomate per la loro limpidezza. |
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